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COVID

I Vaccini per l’autunno ed altre notizie

 

fiale del vaccinoIn autunno i vaccini adattati alle varianti Covid
In autunno dovrebbero arrivare i vaccini bivalenti che potranno aiutarci a gestire anche la variante Omicron ed andranno somministrati ai più fragili che oggi hanno un rischio di mortalità elevato.Intanto una versione aggiornata del vaccino COVID-19 prodotto da Moderna che prende di mira due varianti di coronavirus (noto come vaccino “bivalente”) è stata approvata per le dosi di richiamo per adulti dall’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) del Regno Unito. In ciascuna dose del vaccino denominato “Spikevax bivalent Original/Omicron”, metà del vaccino (25 microgrammi) mira al ceppo virale originale dal 2020 e l’altra metà (25 microgrammi) mira a Omicron.

La decisione dell’MHRA si basa sui dati di uno studio clinico che ha dimostrato come un richiamo con il vaccino bivalente Moderna sia in grado di innescare una forte risposta immunitaria sia contro Omicron (BA.1) che contro il ceppo originale del 2020. Ulteriori dati hanno anche riscontrato che il vaccino bivalente genera una buona risposta immunitaria contro le sottovarianti di Omicron BA.4 e BA.5.
Il monitoraggio della sicurezza ha mostrato che gli effetti collaterali osservati erano gli stessi di quelli osservati per la dose di richiamo del vaccino Moderna originale ed erano in genere lievi e auto-risolvibili e non sono stati identificati seri problemi di sicurezza.

Il virus, SARS-CoV-2, è in continua evoluzione per eludere l’immunità fornita dai vaccini. Secondo uno studio apparso su Lancet il 12,7% di chi ha avuto il COVID sperimenterà una forma di post-COVID. La ricerca più ampia mai eseguita su questo aspetto si basa sui dati raccolti nell’ambito di Lifelines, cioè uno studio di coorte osservazionale prospettico che esamina la salute e i comportamenti correlati alla salute delle persone che vivono nel nord dei Paesi Bassi, e sull’analisi della letteratura in merito fino a febbraio 2022.

tempi incubazione covidCovid, tempi incubazione sempre più brevi
Da Alfa a Omicron, il tempo di incubazione delle nuove varianti Covid si è andato via via riducendo: lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open, che ha valutato 142 studi pubblicati con 8112 pazienti in totale. Il periodo di incubazione medio è risultato di 5 giorni per i casi causati dalla variante Alfa, 4,50 giorni per la variante Beta, 4,41 giorni per la variante Delta, infine 3,42 giorni per la variante Omicron

I risultati di questo studio confermano che il SARS-CoV-2 si è evoluto e mutato continuamente producendo varianti con trasmissione e virulenza diverse.  L’analisi è importante perché l’identificazione del periodo di incubazione delle diverse varianti è un fattore chiave per determinare il periodo di isolamento necessario a limitare la diffusione del virus.

Covid: la perdita dell’olfatto indica un elevato rischio di andare incontro a problemi cognitivi e di memoria
La perdita di olfatto con il Covid, specie se persistente, indica un elevato rischio di andare incontro a problemi cognitivi e di memoria nel periodo successivo all’infezione, e anche di deficit cognitivi persistenti per parecchi mesi dopo la guarigione dal Covid. Il rischio di deficit mnemonici può essere più che doppio se persistono i problemi olfattivi da Covid. Lo rivela una ricerca appena presentata al congresso della Alzheimer’s Association International tenutosi a San Diego, in California. Condotto da Gabriela Gonzalez-Alemán dell’Università Pontificia di Buenos Aires, lo studio ha coinvolto quasi 800 individui, di 60 anni o più e senza problemi cognitivi prima del Covid. Ebbene è emerso che, indipendentemente dalla gravità dell’infezione, i due terzi del campione hanno riportato problemi di memoria persistenti dopo la guarigione da Covid; per metà del campione problemi talmente gravi da interferire con la vita quotidiana.

Annamaria Nosari


8 settembre 2022

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